1. 09:07 10th Feb 2010

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    Quando nevica il mondo si divide in due categorie: quelli che hanno il garage e quelli che zioporco.
    — Sba su ff
     
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  3. 09:04

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    Per me scrivere è come essere depressi.

    E’ congenito, ci nasci, non scappi.
    Io immagino che ci siano in giro centinaia di scrittori e pittori e cantanti e attori che nemmeno sanno di esserlo. Lo sono e ne gioiscono, nella loro inconsapevolezza.
    Poi ci sono quelli che decidono, e quelli sono fortunati, perchè possono pianificare il loro essere, e magari sono pure bravi e hanno doti e talento e non devono imparare molto più della grammatica e della sintassi.
    Ma poi ci devono pur essere quelli come me, che scrivono perchè sono questo.
    Io scrivo perchè è nella mia natura, perchè lo so fare, perchè lo devo fare, perchè se non lo faccio sto male.
    Scrivo perchè è bello, perchè mi fa star bene anche quando mi fa stare male.
    Le volte in cui ho dato davvero tutta me stessa e mi sono pianta fuori l’anima stavo scrivendo.
    Scrivo quindi sono.
    Quando non scrivo penso, ma è diverso, c’è qualcosa di confortante e materno nella scrittura.

    Io sono quello che scrivo, e alla fine scrivo di ciò che mi importa, non importa in che forma, non è fondamentale la veridicità, l’attendibilità, la plausibilità.

    — 

    Paola Barbato, qui

    Oggi esce il terzo romanzo di una scrittrice bravissima. E di una persona molto bella e molto speciale. E molto, molto importante, per me.

    Si chiama “Il filo rosso”, edito da Rizzoli.

    Secondo me vale la pena di leggerlo.

     
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    Da Calvin sempre grandissime idee su come svoltare una giornata nera
(grazie a Luca Conti per la condivisione su ff)

    Da Calvin sempre grandissime idee su come svoltare una giornata nera

    (grazie a Luca Conti per la condivisione su ff)

     
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  7. 23:14 9th Feb 2010

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    reblogged from: curiositasmundi

    curiositasmundi:

gifiction:

“Glug-glug”

    curiositasmundi:

    gifiction:

    “Glug-glug”

     
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  9. 22:58

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    reblogged from: emmanuelnegro

    emmanuelnegro:dottorcarlo:

    Ho un’idea, basta che le auto emettano i gas di scarico all’interno dell’abitacolo. Questo migliorerebbe in poco tempo le condizioni del pianeta.

     :D

     
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  11. 22:38

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    reblogged from: byronic

    byronic:

(via scout)

Post scorrettissimo: come posso resistere?

    byronic:

    (via scout)

    Post scorrettissimo: come posso resistere?

     
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  13. 22:37

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    reblogged from: littlechini

    ultime considerazioni strettamente personali

    littlechini:

    Questo giro chiudo io, dopo le dolcezze e le emozioni postate da tutti gli altri. Credo sarò più lunga anche del Nik, ma la mia capacità di sintesi è pari a quella di una pecora che salta lo steccato.

    Il meet up per me è cominciato settimane prima, con una mail a Batchiara in cui mi offrivo volontaria per creare la grafica e tiravo, come mi è inevitabile dato che non voglio certo campar cent’anni, le prime considerazioni di carattere pratico:

    “Per il file con i dati non riesco a trovare l’accesso. Sono troppo imbecille per far parte dell’organizzazione per cui lascia perdere e non farmelo aprire. Ho la sensazione che non sarà un mini-meet up, ma un meet up in piena regola. Prevedo un’adesione di almeno 30 se non 40, rischiamo di esser più vasti del Modena (vero è che poi ci sarà chi si tirerà indietro, ma è altrettanto vero che tantissimi tumbleri sono in sede a Milano) […] Il simbolo del meet up se volete posso farlo io: se avete altri grafici migliori ovviamente cedo il posto. Per realizzarlo mi serve quello che avete usato come avatar (Magritte col Duomo in faccia)”

    A cui ho ricevuto in risposta il link di gestione del tumblr e, la settimana successiva, una volta prodotto il logo e cominciato a raccogliere gli avatar dei presunti partecipanti, una frase conclusiva di una mail di Batchiara ( […] “per il resto io lascerei la Little allo stato brado, che tanto fa tutto bene e incassa anche i complimenti di Nikink” […] )
    mi incoronava a pieno titolo assistente (psicologicamente interdetta) all’organizzazione del Meet up.
    Il resto, come si suol dire, è storia.

    Sto scrivendo il mio resoconto come se parlassi di lavoro perché le ragioni del cuore potrebbero rendere illeggibile questo post. In quelle settimane, tutte le persone che mi erano accanto mi hanno detto, ri detto e stra ripetuto gran parte di quel lavorio “non era necessario”. Ma nella mia testa e nel mio cuore lo restava: della mia sociofobia siete tutti al corrente, di come il lavoro mi aiuti a spazzarla via pure.

    La verità è che io non pensavo di farcela, non ho mai creduto nemmeno per un istante di riuscire ad organizzare una cosa così grande, gestire così tante persone in una città caotica e tutto sommato ostile come Milano… Eppure.

    Ho usato il cuore per portare nella realtà la fantasia.

    Ho immaginato voi tutti giocare con gli adesivi, pensando al Fotonico e al suo vizio di rispondere “Io ti follo” anche ai passanti, come se per poche ore potessimo tutti ritornare bambini: ho pensato al Duomo da usare come lecca-lecca nelle foto dei partecipanti, e ho sfracellato Dielle con questo pensiero (adesso, quando la poverina passa di fronte al Duomo, secondo me distoglie lo sguardo): ho scritto e cambiato post con una velocità tale da sospettarmi schizofrenica: ho sbagliato l’html e supplicato Byronic di salvarmi dai titoli che saltavano in giro per la colonna come cavallette impazzite. Ho stampato più di cento fogli di nascosto dal mio capo. Ho fatto aspettare il mio lavoro per ore, io sempre così responsabile ed accurata (la mia assistente: “Chini speriamo che questo raduno finisca presto perché qui in ufficio non ti si riconosce più). Ho ragionato sui ritmi, passato ore a controllare e a ricontrollare le mail ricevute. Ho sfracellato i maroni in chat a mia moglie, ovviamente, ma anche a Paz, a Rispostesenzadomanda e a mamma Skiribilla dalla santa pazienza, per non parlare di Vivenda (recentemente proposta per l’immediata beatificazione). A mia volta ho messo il cuore e tutta l’attenzione possibile per rassicurare chi aveva dei timori, memore di quanto bella sia stata l’esperienza del Modena Meet Up. Ho montato cartelli da tavolo, cercato elementi di identità che si potessero fotografare, com’era stato per le nutelline.

    E il restante tempo… Ho combattuto le mie paure con tutte le mie forze.

    Ma l’immaginazione non mi aveva affatto preparata al non trovare nessuno al Castello Sforzesco sabato mattina: un SMS a Nik e l’altro a Skiri, scritti con mani tremanti, indicavano senza ombra di dubbio il materializzarsi di tutte le mie paure: “Ecco, non viene nessuno”. Il terzo a mia moglie “Salvami”, era il compendio di giorni e giorni di fatiche… Per niente, pensavo.
    Una voce profonda dal marciapiede ci ha apostrofato “Tumbleri!”, se prima eravamo in tre siamo diventati sei: entrata nel locale il principale non ha commentato che di sedici prenotati fossimo in sette e lì, di fronte a due occhi azzurri che mi han domandato “Va meglio ora?” è cominciato il mio meet up. Fatto di sorrisi, di discorsi portati avanti come fosse passato un solo giorno, di parole taciute e di altre ripetute all’infinito (Cos’è questa storia della musica? Ma tu sei di Milano?), di tanti abbracci e momenti di commozione cui si alternava la mia risata (superata una certa gradazione alcolica, qualcuno è arrivato a chiedermi di registrarla come suoneria… E no, non era Fotonico!), riconoscersi in un istante infinito con Fastlive, che in una vita precedente era sicuramente la mia sorellina figa, l’abbraccio stritolante del Nik, la dolcezza di Xlthlx. L’immaginazione non mi aveva affatto preparata agli occhi da mattina di Natale quando ho consegnato certi adesivi: non ero preparata al vivere la Triennale come una dashboard tridimensionale. Non ero preparata a condividere con “estranei” silenzi che sono abituata a vivere solo coi miei: quei silenzi di cuore possibili solo quando le menti sono già abituate a confrontarsi. Eppure.

    Sul personale, dentro di me, io ho dato tutto il possibile. Con la maggioranza di voi mi sono comportata come avrei fatto con le persone della mia vita (che sono poche e sono la mia famiglia), lasciando aperto il cuore, lasciando scorrere tutte le energie possibili.
    Il risultato, per me stessa, è stato straordinario ed impensabile.
    E’ stato che sono riuscita in un qualcosa cui reputavo non essere affatto portata: sono riuscita oltre alle mie stesse più rosee previsioni, oltre alle paure e alle lacrime incastrate tra le ciglia (benedetto sia il mascara water proof sempre, ma benedette soprattutto Vivenda, Blondeinside e Xlthlx, le mie soccorritrici).

    Quel che mi è tornato indietro -quello che ho scoperto e ricevuto- mi ha restituito una creatività e una gioia di essere che da anni avevo messo da parte: ed è per questo motivo che per me è così difficile parlare del Meet Up milanese. Mi sento cambiata, arricchita e diversa: come se fossi arrivata ad una cima e si dipanassero infiniti contatti ed infinite strade al di là della paura, strade che mi porteranno ad essere migliore, più me stessa, più vicina a quella che avrei voluto diventare.

    Sì, avete ragione, devo proprio cambiare pusher.
    Ma io di cose dal Meet Up ne ho portate a casa davvero troppe, e ve lo volevo dire.
    Grazie a tutti, un abbraccio, vostra LittleChini

     La rebloggo per intero, così lo capite anche voi, perché io a questa piccola grande donna voglio un bene dell’anima.

     
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  15. 22:30

    notes: 9

    reblogged from: cinemanu

    A grande richiesta (di fotonico)

    cinemanu:

    blondeinside:

    il mio post “post-mitap”
    Le cose belle le hanno scritte gli altri. (ve lo dico già, così se non volete sentire il lato negativo, passate oltre).
    La cosa che posso dire dopo tre mitap è che:
    con ALCUNI c’è un filing sentito in dash che diventa reale quando ci si guarda negli occhi, si parla, si sta assieme che mi porterò dietro per tanto tempo. (due mesi? due anni? vent’anni? non lo so.) Però è un RICONOSCERCI (cito Daniela_elle di un anno fa circa) che allarga il cuore (almeno il mio).
    Poi ci sono incontri, belli, veri, gioiosi, sentiti ma che sussistono e rimangono solo grazie al tumblr (tradotto significa: senza questa magia qui, io di te credo comunque di poter fare a meno. Si capisce? Non lo so. Io mi capisco e questo basta).
    Alla fine, quello che volevo dire, è che tumblr è una figata: ti fa amare di più le persone che senti tue, e amare meglio quelle che se non le avessi incontrate, le avresti defollowate da tempo.
    (non vogliatemene. Sono sincera.)

    ecco, allora vediamo fare un altro meetup che non voglio essere defollowato, ma soprattutto ho voglia di incontrarvi.

    sniff

     Come ti stronca la Blonde (facendola sembrare la Cosa Giusta da Fare), non lo fa nessuno. Per questo io l’adoro.

     
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  17. 20:30

    notes: 7

    reblogged from: grondola

    essere acculturati è una cosa l’intelligenza è un’altra.. ho conosciuto e conosco troppe persone che solo perchè hanno un titolo di studio in piu del mio credono di essere piu intelligienti di me.. un bel ma vaff…! ! !
    — 

    Source: Mia sorella.

    Probabilmente saper mettere un accento sulla parola “più” (e usare la h per la terza persona del verbo avere, visto che so come scrive di solito… e lasciamo perdere le k) ci cataloga tra quelli che la signorina definisce con malcelato schifo “acculturati”; e parlo al plurale perché vi ho visti, miei cari tumbleri e lettori, e lo so che usate gli accenti correttamente. ù_ù

    Ebbene, sinceramente, non mi considero più intelligente di lei perché so, più o meno, scrivere e parlare in italiano. Mi considero migliore, in generale, e più intelligente di lei perché non sono leghista; non odio i… i non bresciani, diciamo così che facciamo prima; non sono arrogante sapendo di essere ignorante; il mio scopo della settimana non è prendere appuntamento per la ricostruzione delle unghie; non credo che la vita dei cani valga più di quella degli umani. Taccio su altre cose di cui mi vergogno a scrivere persino qui.

    Bene. Sorellina, per quel vaffanculo, sappi che sono in prima fila. Riceverne uno da una bimbaminkia di 26 anni è per me motivo d’orgoglio.

    (via grondola)

    Si diceva oggi in chat con un tumblero che più che i legami di sangue, contano i rapporti emotivi. E’ strano trovarsi per parenti persone con cui non si condivide nulla, ma succede.

     
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  19. 20:27

    notes: 1

    Certe volte penso che dio non può avermi portato così lontano per poi lasciarmi sola.
    — 

    RABDOMANZIA

    Dio o chi per lui, insomma.

     
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