Poche idee, ma confuse.

batchiara[at]gmail[dot]com

May 29, 2009 8:01am
Prima di ogni altra cosa, ho voluto rivedere il mio giudizio sul Gay Pride che, in quel momento, consideravo una carnevalata insopportabile e masochista. Avevo sempre pensato che bisogna avere il coraggio di affermare le proprie idee, ma che bisogna anche rispettare il codice di comportamento altrui per essere ascoltati. Ho cambiato idea, radicalmente. Oggi penso, invece, che il coraggio stia nel far valere la propria dignità con qualsiasi mezzo, fosse anche quello di scandalizzare o di infastidire gli altri. La dignità, infatti, non merita alcun compromesso, ma solo una risposta efficiente ed efficace all’attacco altrui. L’autentica persecuzione, perché non solo di discriminazione si tratta, di cui sono oggetti i gay merita dunque la rivoluzione. Anche dei metodi, anche delle parole. Il Gay Pride è un metodo. E’ un buon sistema per affermare con fierezza la propria identità, pur se portata all’ennesima potenza. Anche con l’enfasi, anche con la provocazione sanamente fastidiosa per gli altri. - da “Diritti diversi” di Annamaria Bernardini de Pace (via signorponza) (via hneeta)
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