Non dormo quando sono infelice e questa notte scopro che non dormo nemmeno quando sono felice. Vada come vada, qui non si dorme mai quando si dovrebbe: tutte le parole perse o sprecate durante il giorno sembra si concentrino in un unico flusso di pensieri che spunta col favore delle tenebre e che non si spegne, né con la milla né con un buon libro.
Notti fatte di tentativi, come se il sonno fosse un qualcosa da inseguire e da sorprendere agguantandolo alle spalle, prendendolo per la collottola, vieni qui che adesso dormo. Invece, non dormo. Io vagante per le stanze buie alle prese con me stessa come fossi neonata: dormi, dormi, dormi Little, nelle orecchie mio padre mi risponde “Bimba mia, per farti dormire ci son sempre volute randellate sulla testa”, sorrido e ci ritento, ritento ma sono troppo esagitata, troppo presa, troppo e troppo.
Letto troppo vuoto, troppe speranze che non avrei mai creduto mi venissero rese, sogni pronti a partire e troppa vita dentro al cuore per riuscire a formularli.
Sorrido. Ci riprovo. Buonanotte.
Ci pensavo giusto l’altra sera.
Sogni d’oro