“il guaio dei dolori grandi, immensi, sconquassanti, è questo. improvvisamente, ti capita di considerare le persone nel loro insieme, non tanto per ciò che ti danno, per quel che puoi prendere da loro. ma per quello che sono capaci di offrire a se stesse, per come si prendono cura del loro essere, del loro cuore. e non è un dettaglio. essere capaci di stare in piedi davanti alla propria verità, raccontarsela cruda e farsene una ragione. è nel come ce ne facciamo una ragione il senso di quel che siamo, un pezzetto del senso. è semplice, alla fine. vediamo ciò che vogliamo vedere perché siamo capaci di vederlo, ce lo aspettiamo, lo desideriamo. non ci accorgiamo dell’evidenza perché non siamo capaci di vedere oltre il nostro naso, non siamo in grado di accogliere la sostanza degli altri, non siamo disponibili.”