“Ricordo un’intervista fatta a Giuseppe Tornatore, fatta poco dopo l’uscita del primo disco dei Coldpaly: “Che musica ascolti, ultimamente?”, gli chiede l’intervistatore. “Sai, mi vergogno un po’ a dirlo, ma mi stanno piacendo molto i Coldplay”, Ecco, io e Tornatore ci vergognavamo un po’ ad ascoltare i Coldpaly. E Yellow, secondo me, è la canzone più bella che abbiano mai fatto. Anzi, la canzone più inattaccabile. E io non riesco ad ascoltarla. Ogni volta che la sento partire mi viene da alzarmi se sono seduto o da sedermi se sono in piedi. Mi viene voglia di agire, di cambiare posizione e vita. I motivi di tale repulsione sono oscuri. Ci sono, ma sono sepolti. Secondo me non riesco ad ascoltarla perché è bella e basta, e mi sto accorgendo che più passa il tempo e più faccio fatica a guardare in faccia la bellezza. E siccome io amo la vita (ogni giorno di più) e siccome non vorrei morire mai, ecco, allora me ne sto alla larga dalle canzoni belle come questa: canzone che mi ricorda la sabbia della clessidra che scende, il tempo che rimane e che non posso più riavere o chiedere in prestito. Triste, vero?”