Poche idee, ma confuse.

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  • “Il problema sta nell’ambizione delle premesse, e nel voler rimanere contemporaneamente lontani ma legati ad Alien. Ci sono troppe cose da spiegare, troppi passaggi intermedi che necessiterebbero tempi adeguatamente dilatati, e ci sono appena due ore. E il tutto per di più è stato dato in mano a uno che gli spunti fighi non è riuscito a gestirli neanche in un serial tv di sei stagioni: Mr. Damon “Lost” Lindelof in persona. Lindelof è l’uomo delle domande senza risposta, delle idee senza compimento. È l’uomo che ti inventa uno schema della madonna e poi non conclude. “Prima arretriamo la mezzala sulla mediana, poi facciamo salire i terzini, le ali convergono al centro, lo stopper imposta l’azione, il portiere gioca da libero aggiunto, il centravanti si allarga sulle fasce portando via i marcatori e il mediano attacca gli spazi in area.” “Champagne! Tutto fighissimo, Damon. E poi?” “Beh, poi magari qualcuno tira un petardo dagli spalti e vinciamo a tavolino”.”
    — Nanni Cobretti / i400calci - Prometheus: la recensione che stavate aspettando. Proprio così. (Se cliccate sul link, poi, nella seconda parte della recensione ci sono degli spoiler, v’ho avvisati.)
    Source: manyinwonderland
    • 8 months ago
    • 10 notes
    • #cine
    • #l'odore della celluloide
    • #l'odore della blogsfera
  • “Marlon Brando fu l’archetipo del nuovo attore e, a quanto pare, rovinò il rapporto di due intere generazioni di ragazzi e ragazze con i loro corpi e con gli oggetti quotidiani e i corpi degli altri. […] Brando, il nuovo archetipo del ribelle, duro e zoticone, che si dondola sulle gambe della sedia, si affaccia alle porte, si sdraia su tutto quello che trova, vuole dominare gli oggetti senza mostrare alcun dovuto rispetto o cura, strattona le cose come un bambino intrattabile, e le consuma e le getta da una parte senza centrare il cestino e loro rimangono in terra, maltrattate. Con i movimenti e le posture impetuose e maldestre di un moccioso intrattabile. Tua madre appartiene a quella nuova generazione che va contro il verso della vita, contropelo. Può anche aver amato Marlon Brando, Jim, ma non l’ha capito, ecco quel che l’ha rovinata per le piccole cose della vita di tutti i giorni, come i forni e le saracinesche dei garage e perfino un po’ di tennis da strapazzo nei parchi pubblici. L’hai mai vista tua madre con lo sportello di un forno? Una carneficina, Jim, roba da rabbrividire per la paura solo a vederla, e la povera scema pensa che sia un tributo a questo zoticone stravaccato di cui s’innamorò quando le passava accanto rombando. Jim, lei non ha mai intuito l’economia gentile e astuta che stava dietro l’approccio agli oggetti virgolette crudo, trasandato e naturale di quest’uomo. Il modo in cui, oh quant’era evidente, provava e riprovava un’inclinazione all’indietro sulla sedia. Il modo in cui studiava gli oggetti con occhio da saldatore, in cerca di quelle giunture centrali più robuste che reggono anche quando sono messe alla prova dal più animalesco degli stravaccamenti. Mai… lei non ha mai capito che l’autopercezione che Marlon Brando aveva del suo corpo era talmente acuta da non fargli avere bisogno delle buone maniere. Lei ancora non capisce che con quel suo modo virgolette noncurante lui stava in realtà toccando le cose come se fossero parte di sé. Del suo stesso corpo. Quel mondo che sembrava solo strapazzare era per lui senziente. […] Non si può invidiare qualcuno che sa essere così. Rispettarlo, forse. Magari di rispetto voglioso, a dirla proprio tutta. […] lui si muoveva con la grazia di un pesciolino noncurante, come se fosse un solo, grande muscolo, ingenuo come tutte le creature muscolari ma sempre, bada bene, un pesciolino al centro di una corrente chiara di fiume. Quel tipo di grazia animale. Il bastardo non sprecava neppure un movimento, ecco che cosa rendeva arte questa sua brutale assenza di cura. […] Lui sapeva quello che sanno i Beat e quello che sa il grande giocatore di tennis, figliolo: impara a fare niente, con tutta la tua testa e il tuo corpo, e ogni cosa sarà fatta da ciò che ti circonda.”
    — (David Foster Wallace, Infinite Jest; 1996)
    Source: manyinwonderland
    • 1 year ago
    • 20 notes
    • #gente che sa scrivere
    • #ben(e)detto
    • #l'odore degli elettroni
    • #cine
  • Spellicolaggini: un ebook

    manyinwonderland:

    Parla di cinema, l’ha scritto elena marinelli (che noi chiamiamo l’elena o osvaldo o novelz), è uscito adesso, gratis, per Barabba Edizioni. Buona lettura. E buona visione.

    “…il mio rapporto con i film è cambiato tantissimo. Se ne vedo uno, adesso, non riesco a non raccontartelo, non posso stare zitta, non ce la faccio proprio: lespellicolaggini non sono recensioni, non sono brava a recensire le cose, ma se guardo un film, anche più di una volta, non riesco a non scriverci su. ”

    Secondo me è una cosa bella da scaricare e da leggere.

    Source: manyinwonderland
    • 1 year ago
    • 8 notes
    • #Barabba Edizioni
    • #barabbisti
    • #cine
    • #cose belle
    • #robaggratis
    • #gente che sa scrivere
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