Poche idee, ma confuse.

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  • “martedì 29 maggio ero nell’epicentro epicentrissimo del terremoto, a lavorare, sono scappato fuori dall’ufficio e mi son trovato davanti agli occhi i feriti, il fumo, la polvere, i muri che si staccavano, le sirene, le lacrime e la paura, le linee telefoniche in tilt, l’ansia di sapere come stava la mia famiglia e l’ansia per la loro ansia di sapermi nel centro esatto della catastrofe senza riuscire a contattarmi, ma in una finestrella di qualche decina di secondi, con le linee telefoniche ancora giù, sono riuscito a twittare una cosa e mia mamma l’ha letta su facebook e mi ha detto che l’ha salvata e la tiene in una cartella del computer per sempre. Poi ci siamo riusciti, a parlare al telefono, dopo un’ora, e non vi so neanche spiegare la sensazione di sollievo. [..]”
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    Ricapitolando | marco manicardi

    questo è l’inizio il post continua lì, andate e leggetelo, mica perché lo dico io, perchè è del Many che, come dico sempre, dovrebbero salvare quello che scrive così che pure i miei nipoti futuri abbiano a leggerlo.

    (via prezzemolo)

    (via prezzemolo)

    Source: marcomanicardi.altervista.org
    • 11 months ago
    • 13 notes
    • #cose
    • #cose scritte bene
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